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26.11.2008


Anton Diabelli


Editore musicale abile e consistente. 
Compositore non trascurabile nell'Austria dell'800.


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di Paola Donati


Centocinquant’anni fa moriva Anton Diabelli, compositore ed editore musicale austriaco. Tra i suoi contemporanei fu sicuramente più noto per la sua attività imprenditoriale, oggi è ricordato probabilmente per aver composto il tema di valzer sul quale Beethoven compose le sue celeberrime trentatré Variazioni Diabelli.
Morto a Vienna il 7 aprile 1858, nacque il 6 settembre 1781 a Mattsee, località nei dintorni di Salisburgo. Il padre, musicista a sua volta, fece studiare al figlio canto, pianoforte e violino; a sette anni Anton poteva essere ammesso come fanciullo cantore nel convento di Michaelbeuern, e due anni dopo entrare nella Cappella musicale di Salisburgo. Nel 1796 si trasferì a Monaco per perfezionarsi nella teoria e nella pratica musicale. A diciannove anni entrò nel monastero di Raitenhaslach per studiare teologia e qui iniziò i primi esperimenti di composizione; tra i suoi maestri ci fu anche Michael Haydn [1].
Prima dei vent’anni Diabelli aveva già composto pezzi considerevoli, comprese sei messe, pubblicate ad Ausburg nel 1799. La sua idea di destinarsi allo stato monastico decadde in seguito alla secolarizzazione dei conventi della Baviera nel 1803; si trasferì allora a Vienna, per dedicarsi alla trascrizione di arrangiamenti di pezzi allora in voga, alla composizione e all’insegnamento del pianoforte e della chitarra.
Dal 1818 iniziò la sua impresa nel mondo dell’editoria. Si associò con lo stampatore Cappi, e ne rilevò totalmente l’attività nel 1824. La politica editoriale adottata era molto sottile e astuta: il marchio Diabelli & Co. divenne noto prima nel campo della musica amatoriale, con riduzioni di brani famosi, arrangiamenti di arie, musica da ballo, raccolte per piano o chitarra; si possono ricordare antologie come Philomele für die Gitarre e Philomele für das Pianoforte, Euterpe per piano solo e a due mani, Apollo am Damentoilette per chitarra. La serie più nota della Casa, Neueste Sammlung komischer Theatergesänge, arrivò a contare 429 volumi.

Più tardi si affermò nel circuito più "serio" diventando il primo editore di Franz Schubert. Si dice che Diabelli fosse molto avaro, perché comprava e pubblicava solo opere che potevano contribuire alla propria fortuna. Con questa ottica probabilmente acquistò per pochissimo proprio la maggior parte delle composizioni di Schubert, dall’Erlkönig (pubblicata come op. 1 il 2 aprile 1821) alle ultime composizioni, acquisite dal fratello Ferdinand Schubert [2].
La casa editrice pubblicò sistematicamente ma lentamente questi lavori: potevano così essere definiti brani "nuovi" anche trent’anni dopo la morte del compositore.
Diabelli continuò a espandere la propria attività fino al suo ritiro nel 1851, quando la casa editrice passò nelle mani di Carl Anton Spina, il quale, alla morte di Diabelli, continuò a dirigere l’azienda [3].
Come compositore, Diabelli produsse un numero modesto di lavori: l’operetta Die Kurgäste am Sauerbrunnen (su libretto di Schikaneder, rappresentata a Vienna nel 1806), un Singspiel, intitolato Adam in der Klemme (Vienna, 1809), alcune Messe, arie e un gran numero di pezzi per pianoforte, per chitarra sola e per canto e chitarra. Tra questi piccoli lavori si può ricordare la raccolta Pleasure of Youth, che contiene sei sonatine che descrivono la lotta tra forze opposte, facendo ricorso ai frequenti cambi di dinamica tra piano e forte: con il secondo si suggerisce all’esecutore un senso di cattiveria e di malvagità; al contrario l’indicazione di Piano rappresenta le sofferenze del protagonista.

Ironicamente, oggi quando si cita il nome di Diabelli si richiama alla memoria non una sua composizione, bensì una altrui, per l’esattezza di Beethoven. Nel 1819 Diabelli invitò i più noti musicisti viennesi a scrivere una variazione su un valzer da lui composto. La "sfida" fu raccolta da molti, come Hummel, l’allora undicenne Liszt, Czerny, e tutti in poco tempo assolsero il proprio "compito". Beethoven invece in un primo momento snobbò la proposta; poi, lentamente, elaborò le 33 Variazioni op. 120 su un valzer di Diabelli (1819-23). Ovviamente un capolavoro: il tema, strutturalmente chiaro, ben si presta al meccanismo della variazione. In alcune Beethoven altera lo schema armonico del tema originale, in altre ne muta il disegno ritmico. La ventiduesima variazione è una chiara citazione de Notte e giorno faticar, aria di Leporello nel Don Giovanni di Mozart. Alcuni momenti hanno un carattere "capriccioso", altri, come la sesta variazione, sono più seriosi, la ventesima variazione è cromatica. Dopo tre variazioni in minore, si arriva alla celebre Fuga in mi bemolle, un tributo esplicito alla musica di Haendel. Insomma, proprio come Bach aveva fatto con la musica di Johann Gottlieb Goldberg nelle celeberrime Goldberg Variations, Beethoven con queste variazioni ha sicuramente dato un posto di pregio a Diabelli nella storia della musica. 

                                                                                                 Paola Donati

Note:

[1]  Fratello del più noto Franz Joseph, Johann Michael Haydn nacque il 14 settembre del 1737 a Rorhau, nell’Austria del Sud e morì il 10 agosto 1806 a Slisburgo. Tra i musicisti minori del Settecento M. Haydn occupa sicuramente un posto di rilievo, dal momento che riuscì a esercitare un certo influsso sulla formazione di molti compositori ed esecutori della generazione a lui successiva, tra i quali si può annoverare anche W. A. Mozart. La parte più importante della sua opera è costituita dalla musica ecclesiastica, promossa anche dal clima di fervore cattolico che in quegli anni imperava a Salisburgo. Evidenti citazioni del suo stile possono essere ritrovate nelle messe K 49 e 65 di Mozart, nella Deutsche Messe (1814) di Schubert, nella Missa solemnis e nel Requiem di Bruchner.                                                                                     

[2]  Diabelli fu anche l’editore del primo catalogo tematico delle opere di Schubert (1851).

[3]  La casa editrice pubblicò per esempio le musiche di Johann Strauss II e di Josef Strauss. Nel 1872 l’azienda fu rilevata da Friedrich Schreiber; nel 1876 si fuse con August Cranz, che comprò la ditta nel 1879 e la diresse sotto il suo nome.

                                                                                            
                                                                                                 
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