CULTURA POLITICA    
  FILOSOFIA    
  SOCIOLOGIA   

  Critica minore
  Direttore responsabile: Arnaldo Guarnieri
  Sede: Via Cacciadenno, 18 - 25133 Brescia
  Tel / Fax 030.2004662
  CF: GRNRLD34E16E897F

  info@criticaminore.it


  CREDITS
16.05.2009



- I colori del viaggio -               
VENEZIA

di Redazione editoriale

Una delle sensazioni più comuni per chi giunge a Venezia, con il treno o con altro mezzo, è quella di non potersi difendere dalla grande danza delle immagini, dei colori e dei sapori sospesi nell’aria. Tutto travolge e trascina: non c’è spazio e tempo per la ricerca di un itinerario …"razionale".
A meno che … a meno che l’assiduità ammirata e affettuosa a questa città-fenomeno, strepitosa e nello stesso tempo avvolgente e tenera, non abbia già maturato, con l’esperienza e la riflessione, un percorso che possa condurre il visitatore in un angolo della città che sia, insieme, affascinante e silenzioso, dove giungano solo gli echi sommessi dello stupore di decine di migliaia di cittadini del mondo che vorrebbero una casa a Venezia, per sempre.

Ecco il nostro percorso.
Dalla scalinata della stazione ferroviaria (che scende all’imbarco dei battelli) cerchiamo la linea (o diretta, o con frequenti fermate ai due lati del Canal Grande) che porta al pontile di San Zaccaria. A San Zaccaria, Venezia ha dedicato una chiesa che, si può dire, dona a tutto il quartiere il suo "colore" storico e artistico.
Attorno a San Zaccaria si raccoglie tutto un agglomerato di umanità veneziana particolare (come spesso accade in questa città, che sembra vivere sempre in assoluta autonomia e in un’eterna intuizione irripetibile).
San Zaccaria, dunque.
Appena la fiancata del battello urta contro le strutture del pontile e si assesta, si incomincia a scendere alla svelta e ci si trova poco a fianco di Piazza San Marco.
Con la coda dell’occhio si sfiora appena quel grande rinomatissimo spazio, cuore di Venezia, per riservarci, in un secondo momento il "pellegrinaggio" dovuto.
Ora è indispensabile trovare, proprio nel rione di San Zaccaria quel "rifugio" degno di proteggerci da tanta immane bellezza.
Calle delle Rasse, Campo San Filippo e Giacomo, ancora Calle de la Chiesa e poi, ecco, improvvisamente un piccolo spazio intimo, un silenzio nel quale risuonano anche i passi più lievi, è Campo San Giovanni Novo.
Ecco il rifugio dei "pellegrini" che ricercano il senso sempre più nascosto ed essenziale perfino a Venezia: "La Locandiera", al numero 4432 appunto in Campo San Giovanni Novo.
Si accede ai locali della Reception attraverso un breve corridoio e un cancello in ferro battuto. Poi, su nelle camere silenziose, cordiali (servite, se si vuole, anche da un piccolo ascensore). Camere ariose che ci accolgono subito avvolgendoci in un caldo colore corallo alcune e in un delicato azzurro altre.
Il calore del …colore è sempre uno stratagemma intelligente nell’accoglienza. Perfetta la funzionalità degli spazi, in tutto l’edificio, in una città dove ogni centimetro quadrato è prezioso quale tassello della generale armonia.
"La Locandiera", si rivela, d’ora in ora, proprio nell’arte della valorizzazione di ogni particolare della sua vita quotidiana, dalla colazione del mattino, stimolante, delicata ma garbatamente negante degli eccessi turistici, fino alla signorilità che caratterizza il tratto del personale addetto all’accoglienza. Signorilità innata di cui si coglie la fonte non appena si presentano i proprietari: due distinti signori, la signora Elisabetta e il signor Federico, due discendenti di antiche e solide dinastie veneziane.
Appena usciti nel campo antistante l’edificio, girato l’angolo, sotto un breve portichetto, nella pace e nel silenzio più perfetti scorre, tra edifici antichi e ovviamente di rara eleganza, il breve tratto di un canale ben tenuto e ben disegnato, attraversato da ponticelli in pietra e in ferro battuto.
Poi, a pochi passi, s’apre Campo Santa Maria Formosa, uno dei punti di riferimento principali per veneziani e non. E poi ancora, verso nord si sviluppa in una luce che è cielo e mare insieme, il rione di Cannaregio, certamente uno dei più belli di Venezia; ad ovest, invece, si accede alla zona di Rialto; spostandoci a sud de La Locandiera, in poche decine di metri, ci si ritrova sulla Riva degli Schiavoni, al Ponte dei Sospiri e a Piazza San Marco.
Insomma, La Locandiera è proprio nel cuore, discreto e strategico, della Venezia più ambita.


© Copyright Critica minore - Tutti i diritti sono riservati



GALLERIA FOTOGRAFICA