CULTURA POLITICA    
  FILOSOFIA    
  SOCIOLOGIA   

  Critica minore
  Direttore responsabile: Arnaldo Guarnieri
  Sede: Via Cacciadenno, 18 - 25133 Brescia
  Tel / Fax 030.2004662
  CF: GRNRLD34E16E897F

  info@criticaminore.it


  CREDITS
24.06.2010


VALERIO MAGRELLI
nero sonetto solubile
Dieci autori riscrivono una poesia di Baudelaire

di Invito alla lettura


Valerio Magrelli [1]
Nero sonetto solubile.
Dieci autori riscrivono una poesia di Baudelaire,

Laterza, Roma-Bari, 2010,
pp. 230,
€ 25,00

Può una poesia dissolversi nelle opere più eterogenee del Novecento? La solubilità del sonetto Recueillement (contenuto nelle Fleurs du mal) di Charles Baudelaire è indagata da Valerio Magrelli. Sono dieci gli autori, tutti francesi tranne Vladimir Nabokov e Samuel Beckett, (quest’ultimo scrisse molte sue opere in francese) che hanno sentito la necessità di inserire un qualche riferimento all’opera di Baudelaire nei loro scritti. In ordine di apparizione: Valéry, Michaux, Céline, Prévost, Colette, Nabokov, Beckett, Queneau, Perec e Houellebecq. Molto affascinanti sono quei capitolo in cui Magrelli va a scovare Recueillement negli abissi degli scritti. Differentemente dai casi in cui la poesia è palesemente presente nelle opere analizzate, come in Prévost, Beckett e Houellebecq, in alcune altre opere si deve compiere un’elaborata operazione di svelamento. Tanto più Baudelaire è nascosto nelle pieghe del testo, tanto più la forza della poesia diventa estrema. Il capitolo dedicato a Nabokov ne è uno splendido esempio. Magrelli sviscera il testo di Recueillement dalle righe di Lolita per far notare quanto Nabokov scriva in lingua inglese utilizzando segni (le parole francesi pronunciate dal protagonista) che di fatto producono una vera e propria appropriazione della cultura europea nei confronti di quella americana. Oppure: Perec nella sua riscrittura lipogrammatica (Perec scrisse un romanzo intitolato La disparition, La scomparsa, in cui non appare mai la necessaria, per il francese, lettera ‘e’) del sonetto di Baudelaire riscrive, ri-traduce da francese a francese, la poesia in una lingua senza lettera ‘e’ riformulando il senso di una scomparsa ben più tragica: ‘e’ come ebreo, ‘e’ come eux (in francese la lettera ‘e’ è omofona al pronome plurale ‘loro’), intendendo i genitori di Perec. Genitori che sono scomparsi nell’orrore della Shoah. Esercizio di stile estremo, l’opera di Perec rende visibile la possibilità di un racconto, una soggettività, che può ancora essere tale anche e nonostante una mutilazione del linguaggio così importante come la mancanza di una lettera. Come indica Magrelli nel capitolo finale del saggio, Logiche di inclusione letterarie (p. 198), «la parabola di Recueillement porta ad interrogarsi sulle logiche che regolano l’inclusione e l’assorbimento, l’assimilazione e la dissimulazione di un testo letterario all’interno di altri». Al di là della ‘semplice’ indagine attorno a un sonetto, per Magrelli si troverebbe la consistente tensione logico-politica di un testo criptico che, nascosto all’interno di altri testi (una lingua nella lingua) produce un’infezione che propaga la tradizione all’interno del nuovo che solo apparentemente non ha nulla a che fare con la tradizione stessa. La solubilità di Recueillement «è consistita nella diffusione di particelle esogene, di colonie straniere, di materiali alloctoni, di presenze aliene, ossia, altrimenti detto, di citazioni.» (p 213). Una diffusione che mette in luce la pervasività della trasmissione del sapere letterario. 


                                                                                    Gianmaria Merenda   


[1] Valerio Magrelli è poeta e professore di letteratura francese all’Università di Cassino.


© Copyright Critica minore - Tutti i diritti sono riservati