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03.04.2011

E così tutto vacilla
Diario del 1945

a cura di A.Ruchat
Prefazione di A.Moresco


 

Autore: Victor Klemperer
Editore: Libri Scheiwiller
Collana: Testi e ricerche
Formato: 13 x 20 cm
Pagine 615
Prezzo 18 Euro

 

"Dunque, ogni due minuti, ogni due righe, arrivo sempre alla stessa conclusione: tutto barcolla, tutto vacilla, ovunque si vada si annaspa…" 23 giugno 1945, Victor Klemperer.

 

 

di Invito alla lettura

Libri Scheiwiller pubblica, nella collana Testi e Ricerche, il volume: "E così tutto vacilla. Diario del 1945" di Victor Klemperer (1881 – 1960) scritto nel 1945, un anno cruciale per la storia della Germania e di tutto il mondo e edito dalla casa editrice grazie al prezioso suggerimento di Christopher Hitchens.
La selezione qui presentata, curata come la traduzione e le note al testo da Anna Ruchat, fa parte di uno sterminato diario di circa cinquemila pagine, miracolosamente scampato al disastro grazie alla custodia, durante il periodo della più dura persecuzione antiebraica e della guerra, di un’amica dello scrittore.

Attraverso il diario l’autore rende viva la testimonianza di una catastrofe umana, morale, storica e spirituale descritta in maniera sincera e dettagliata che permette al lettore di avere una visione profonda e tridimensionale di quegli anni senza censure e cancellazioni.

"Leggere questo libro è un’esperienza rara" scrive Antonio Moresco nella prefazione "Si attraversa tramite il suo autore – dall’interno, dal basso, installati nel baricentro di un’esistenza individuale, attraverso la pulviscolare immanenza della vita, con un’immersione profonda nel tessuto ancora palpitante della storia e del mondo e un effetto-presenza ininterrotto e totale – una catastrofe umana, morale, storica e spirituale che ha pochi equivalenti nel corso del nostro tempo di specie. E una testimonianza unica per ampiezza, articolazione, immersione, dove le convinzioni ideali e le ragioni generali sono intrecciate alle "ragioni" delle singole vite e dove neppure le paure, le contraddizioni, gli opportunismi, i limiti, le debolezze e le piccole vanità e insensibilità del testimone vengono occultati ma, al contrario, mostrati assieme a tutto il resto con disarmante candore e quasi infantile sincerità. Ma è proprio questo che ci permette di avere una visione così tridimensionale e profonda dell’inconcepibile "normalità" di quegli anni, senza schemi, senza schermi, senza censure e autocensure, senza cancellazioni, senza artificiali posture, senza le grandi sintesi successive e le semplificazioni e concettualizzazioni della "Storia". Anche se non sono di certo assenti, in questi diari, lucidità e profondità di sguardo e una continua irriducibilità umana e mentale".

Victor Kemplerer (Landsberg an der Warthe, 9 ottobre 1881 – Dresda, 11 febbraio 1960) è stato un filologo e scrittore tedesco. E’ l’ottavo figlio di un rabbino. Studia la filosofia e la filologia delle lingue romanze e germaniche a Monaco, Ginevra, Parigi e Berlino. Nel 1912 si converte al protestantesimo. Nel 1912 ottiene il suo dottorato e nel 1914 l’abilitazione ad insegnare. Dal 1914 al 1915 è lettore all’Università di Napoli.

Negli anni della prima guerra mondiale è soldato nell’artiglieria e poi nella censura militare. Nel 1920 diviene professore di filologia all’Università di Dresda.
Durante gli anni del nazismo è impedito a Victor Klemperer di esercitare una professione intellettuale per le sue origini ebraiche. Incomincia a scrivere un diario personale in cui annota tutte le manipolazioni dei nazisti sulla lingua tedesca. La lingua del Terzo Reich viene da Klemperer chiamata Lingua Tertii Imperii, LTI per sicurezza. Nello stesso tempo continua a redigere la sua Histoire de la littérature francaise au XVIIIe siècle, iniziata prima dell’avvento del regime nazista e che sarà pubblicata nel 1954.

Costretto dai nazisti a vendere la propria casa di Dresden-Dolzschen deve trasferirsi insieme a sua moglie Eva in una Judenhaus (letteralmente: "casa degli ebrei") di Dresda, dove sono relegati gli ebrei cacciati dalle loro case. Victor Klemperer riesce ad evitare il campo di concentramento perché la moglie Eva non è ebrea.

 

Sommario

Prefazione di Antonio Moresco

Nota al testo di Anna Ruchat

Cronologia

E così tutto vacilla. Diario del 1945

Siglario

Bibliografia

Indice dei nomi