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04.07.2013

Riflessioni intorno alla "Festa della musica"

Novità per le istituzioni musicali a Brescia


di Carlo Bianchi

La sera del 22 giugno 2013 il Teatro Sancarlino di Brescia in Corso Matteotti ha ospitato per la prima volta la Festa della musica, in sintonia con l’analoga iniziativa organizzata fin dal 1999 in altri luoghi del territorio nazionale, dall’Associazione Italiana per la Promozione della Festa della Musica con il patrocinio del consiglio dei ministri, e addirittura in sintonia con quanto succede da molto più tempo in Europa, dato che la Festa della musica nasce in Francia nel 1982 – istituita per il giorno del 21 giugno, inizio dell’estate. Si tratta di una occasione per la diffusione della musica, un momento a suo modo altamente simbolico, i cui valori culturali e interessi pubblici sono oggi tanto più evidenti, proprio in Italia, in quanto il riassetto delle istituzioni musicali del nostro paese, fra riforma dei conservatori e creazione dei licei musicali, pone alle stesse istituzioni, forti interrogativi, sforzi di coordinamento, nonché notevoli impieghi finanziari.
 L’appuntamento del S. Carlino si configurava come un lungo saggio-concerto che vedeva protagonisti allievi (ed insegnanti) di tre delle principali realtà cittadine dedite alla formazione musicale: la sezione bresciana della SIEM (Società Italiana per l’Educazione Musicale) in quanto principale ente promotore, poi il Liceo musicale "Veronica Gambara" e il Conservatorio "Luca Marenzio". Musiche d’insieme quelle proposte dagli allievi dei corsi SIEM con orchestre di flauti, violini ed archi. Complessi invece da camera, quelli del liceo Gambara – duo con voce e pianoforte, trii per clarinetti e pianoforte e piccoli complessi di ottoni – e ancora da camera le esibizioni finali a cura del conservatorio "Marenzio" – un duo violino e pianoforte e un trio per oboe flauto e clavicembalo. Allievi di età variabile, dai bimbi delle prime elementari ai ragazzi adolescenti, e repertori in sintonia con le età e gli organici: dalle trascrizioni didattiche per i complessi di violini e flauti, a quelle più impegnative per gli ottoni, fino ad originali, importanti compositori per duo e trio, da Bach a Telemann, Quantz e Chausson, Mendelssohn, nonché arie da opere di Bellini e Donizetti.
Le caratteristiche di coordinazione fra le tre istituzioni sono state illustrate il giorno precedente il concerto in una conferenza stampa tenuta presso la Sala Bazzini del Conservatorio a cui hanno preso parte la presidente della sezione bresciana della SIEM, Elena Dotti, l’organista Claudia Franceschini, coordinatrice del liceo "Gambara" e il direttore del Conservatorio Ruggero Ruocco. In particolare è stato evidenziato come la SIEM, il liceo e il conservatorio abbiano caratteristiche, utenze, finalità competenze e progettualità didattiche differenti, e come proprio in ragione di queste differenze sia fondamentale l’integrazione e l’interazione fra tre ambiti. La musica come momento educativo di condivisione, il fare musica insieme come momento di crescita generale dell’allievo e dell’individuo, è il principale ideale propugnato dalla SIEM – ha rimarcato inizialmente Elena Dotti – e dunque esso è stato proposto alle altre istituzioni come filo conduttore di questo progetto, a vari livelli: sia per quanto riguarda le esecuzioni che coinvolgono gli allievi, sia per la conoscenza reciproca dei metodi di lavoro, per creare i presupposti di una collaborazione, sia infine per mostrare all’utenza, partecipanti e spettatori, allievi e genitori, le specifiche caratteristiche e finalità di ogni proposta.
La SIEM si occupa in particolare dei bambini più piccoli, mentre il Liceo e il Conservatorio delle fasce successive – adolescenti e giovani. Il liceo musicale, in fase sperimentale da circa dieci anni e diventato negli ultimi tre "ordinamentale", si occupa invece di una fascia che può essere definita "pre-accademica", nell’ambito di una formazione culturale complessiva dell’allievo – appunto di tipo liceale. Gli stretti rapporti che già da tempo intercorrono fra il Conservatorio, la SIEM e il liceo fanno dunque sì che la Alta Formazione Musicale di cui i conservatori sono stati investiti tramite la recente riforma, possa essere raggiunta nel modo più coerente possibile. "Una sinergia di questo tipo è abbastanza rara da trovarsi sul territorio nazionale – ha commentato Ruocco a margine della conferenza. "Qui a Brescia siamo in presenza di una congiuntura particolarmente favorevole, che ci premette di essere speranzosi per il futuro. Stiamo giusto aspettando che fra un paio d’anni escano dal liceo gli allievi in grado di iscriversi ai nostri corsi accademici strutturati secondo il consueto "tre più due" di stampo universitario. Anche il liceo da parte sua riceverà un feedback positivo se verrà confermata la validità della preparazione pre-accademica di questi allievi. Per quanto riguarda la Festa della musica, è un momento a cui partecipiamo volentieri perché lo avvertiamo come un simbolo di questa nuova realtà sinergica".
La Festa della musica si pone dunque anche come risposta alle forti critiche che sono state rivolte alla riforma dei conservatori da molte parti, fra cui famosi musicisti, come Riccardo Muti e Uto Ughi – critiche per certi aspetti non immotivate, nel descrivere il nuovo status di "università della musica" dei conservatori come una casa costruita dal tetto senza le fondamenta. Peraltro l’occasione festosa si staglia al di sopra altre sinergie attivate recentemente nel bresciano, ad esempio la Rete "Crescendo in musica" che organizza percorsi formativi per varie istituzioni dedite alla didattica musicale. A Brescia una risposta alla mancanza di fondamenta dei nuovi conservatori si può trovare anche nell’istituzione di corsi propedeutici all’interno dello stesso Conservatorio. È auspicabile che la Festa della musica programmata dalla SIEM anche per l’anno prossimo, in una veste ancora più strutturata, e, pare, con manifestazioni dislocate in vari luoghi della città, possa coinvolgere, oltre al Liceo e al Conservatorio, anche altre scuole e istituzioni di formazione musicale, che a Brescia sono in verità numerose. 


                                                                                                    Carlo Bianchi


Carlo Bianchi è diplomato in pianoforte e laureato in musicologia presso l’Università degli Studi di Pavia, sede di Cremona. Ivi ha svolto un dottorato di ricerca e ha ricoperto diversi incarichi di insegnamento. Insignito del premio “Liszt” dall’omonimo Istituto di Bologna, ha pubblicato saggi scientifici su vari compositori e aspetti di sociologia musicale del Novecento storico (in lingua italiana, inglese e tedesca). Accanto ai repertori “colti”, ha sviluppato un personale interesse nel campo della popular music contemporanea, concretizzato in alcune pubblicazioni su riviste scientifiche e divulgative. È stato vicedirettore editoriale del bimestrale «BresciaMusica» e collabora con la Rivista Italiana di Musicologia.


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